Adempimenti in Materia di Safeguarding

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Accademia Pugilistica Veronese Ruga (d’ora in poi “Associazione”) ha redatto, entro dodici mesi dalla pubblicazione delle Linee Guida emanate dagli Enti di affiliazione, i seguenti “Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva” (d’ora in poi “Modello”) e “Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione discriminante” (d’ora in poi “Codice”), in conformità con il D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021 e il D.Lgs n. 39 del 28 febbraio 2021, nonché con le disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI in materia di Safeguarding e con i “Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione” e il “Regolamento Safeguarding Policy per la tutela dei tesserati” promulgati dalla Federazione Pugilistica Italiana.

Le Linee Guida elaborate dagli Enti di affiliazione hanno una validità quadriennale e vengono comunque aggiornate ogniqualvolta necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei “Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione”, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di Safeguarding, che coordina la corretta attuazione delle predette disposizioni.

L’Associazione dovrà, pertanto, aggiornare il Modello e il Codice con cadenza almeno quadriennale e prevedere meccanismi di adeguamento a eventuali modifiche e integrazioni delle predette Linee Guida o alle raccomandazioni del Responsabile federale delle politiche di Safeguarding.

Come indicato dal “Regolamento Safeguarding Policy per la tutela dei tesserati”, l’Associazione si impegna a:

  • nominare un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (d’ora in poi “Responsabile”), con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi;
  • pubblicare il Modello e il Codice e darne notizia sul proprio sito internet e sulle proprie pagine dei social network;
  • affiggere il Modello, il Codice e il suddetto regolamento in bacheca presso la propria sede.

Il mancato adeguamento da parte dell’Associazione a tali obblighi, ovvero la dichiarazione non veritiera rispetto ai predetti obblighi, costituiscono violazione dei doveri di lealtà, proibità e correttezza, ai sensi del Regolamento di Giustizia della Federazione Pugilistica Italiana.


DIRITTI E DOVERI

A tutti i tesserati è riconosciuto il diritto fondamentale:

  • a un trattamento rispettoso e dignitoso in ogni contesto dell’ambito associativo;
  • alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, prevista dal D.Lgs n. 198 dell’11 aprile 2006, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
  • alla tutela della propria salute e del proprio benessere psico-fisico, che costituiscono un valore assolutamente prevalente anche rispetto al risultato sportivo.

Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei tesserati.

L’Associazione è tenuta a:

  • prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza o discriminazione nei confronti dei tesserati, in particolare se minori, nonché garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi;
  • favorire la diffusione delle politiche di Safeguarding degli Enti di affiliazione e adottare misure e procedure per assicurare l’efficacia di tali politiche, anche mediante la formazione di lavoratori, collaboratori e volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, siano coinvolti nell’attività sportiva e siano a contatto con gli atleti;
  • adottare ogni necessaria misura per favorire il pieno sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e sociale dell’atleta, la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva, nonché la piena consapevolezza in merito ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele.

OBIETTIVI

L’Associazione ha come obiettivo fondamentale quello di svolgere l’attività fisica individualmente o in gruppo caratterizzata dalla presenza di regole, organizzazione, competizione e finalizzata alla prestazione in modo corretto e misurato alle capacità e condizioni di ciascuno che sia normodotato, con problemi fisici o con disabilità al fine di promuovere la crescita e lo sviluppo sano. L’articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce che le persone con disabilità abbiano il diritto di essere riconosciute come persone davanti alla legge e di usufruire della capacità legale alla pari con tutti gli altri in ogni aspetto della vita.

L’Associazione ha il dovere di perseguire almeno i seguenti obiettivi:

  • la promozione dei diritti dei tesserati;
  • la promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi, che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;
  • la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
  • l’individuazione e l’attuazione da parte di adeguate misure, procedure e politiche di Safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni del Responsabile federale delle politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
  • la gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
  • l’informazione dei tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
  • la partecipazione dei tesserati alle iniziative organizzate dagli Enti di affiliazione nell’ambito delle politiche di Safeguarding adottate;
  • il coinvolgimento proattivo di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di Safeguarding.

L’Associazione è tenuta ad attuare misure e procedure di prevenzione e contrasto verso ogni condotta di abuso, violenza o discriminazione, comunque consumata in ogni forma, anche omissiva, o commissiva mediante omissione, e/o modalità, di persona o tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network, blog, programmazione di sistemi di intelligenza artificiale e altre tecnologie informatiche.


COMPORTAMENTI RILEVANTI

L’entità del rischio è stata misurata sulla base di alcuni parametri, facendo riferimento alla:

  • probabilità che il reato venga commesso, in relazione anche alla frequenza delle attività in cui si può inserire la fattispecie;
  • entità dell’impatto, in base agli effetti economici, patrimoniali e reputazionali del reato, ovvero l’effetto negativo sull’immagine dell’Associazione, e ai presunti effetti interdittivi e sanzionatori a seguito di giudizio penale.

Le Linee Guida prevedono almeno le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione:

  • abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso d’identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
  • abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
  • molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
  • abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
  • negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire, causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;
  • incuria: la mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
  • abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
  • bullismo o cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social networko altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti a intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performancesportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
  • comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.

Ogni altro comportamento, contegno, atteggiamento, che configuri una condotta di abuso, violenza e discriminazione e che sia comunque contraria alla normativa richiamata in questa sede, deve considerarsi rilevante ai fini dell’applicazione delle disposizioni emanate nell’ambito dell’attività di Safeguarding, facendo salvo ogni altro profilo di responsabilità in ambito federale.


BUONE PRATICHE E COMPORTAMENTI DA TENERE

I tesserati, nello svolgimento delle attività sportive, sono tenuti a uniformare i propri comportamenti alle seguenti Linee Guida, ovvero a:

  • riservare a ogni tesserato adeguati attenzione, impegno, rispetto e dignità;
  • prestare la dovuta attenzione a eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni, segnalando, in tal caso e senza ritardo, la circostanza agli esercenti la responsabilità genitoriale;
  • programmare allenamenti adeguati nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’allievo, tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
  • porre attenzione, in occasione delle trasferte, a soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati: in caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
  • ottenere, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta dagli esercenti la responsabilità genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui la sala preposta alle attività sportive non sia usualmente frequentata;
  • prevenire, durante gli allenamenti collegiali, tutti i comportamenti e le condotte sopra descritti con azioni di sensibilizzazione e controllo;
  • spiegare in modo chiaro ai fruitori della sala preposta alle attività sportive, che gli apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva e compresi tra quelli indicati possono essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona.

I tesserati sono tenuti a conoscere il contenuto del “Regolamento Safeguarding Policy per la tutela dei tesserati”, a osservarlo e a contribuire ai fini da questo perseguiti, anche per il tramite degli organi all’uopo preposti: le violazioni a tale Regolamento sono considerate illecito disciplinare ai sensi del Regolamento di Giustizia della Federazione Pugilistica Italiana, fermo restando l’integrazione di fattispecie costituenti reato.


CONTENUTI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA

Il Modello stabilisce le modalità di prevenzione e gestione del rischio in relazione ai fenomeni di abusi, violenze e discriminazioni, i protocolli di contenimento del rischio stesso e la gestione delle segnalazioni e gli obblighi informativi in materia, prevedendo:

  • misure preventive e attività periodiche di controllo idonee a garantire lo svolgimento dell’attività nel rispetto delle disposizioni vigenti e a individuare ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio, intervenendo anche sui relativi effetti;
  • misure di contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione, alla gestione delle segnalazioni, nonché alla tutela dei segnalanti e all’assistenza alle vittime;
  • la definizione delle responsabilità, in ambito endoassociativo, in materia di prevenzione e contrasto di abusi, violenze e discriminazioni;
  • la specificazione delle conseguenze, anche in ambito endoassociativo, derivanti dalla violazione delle disposizioni e dei protocolli in materia di abusi, violenze e discriminazioni;
  • adeguate misure finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di uguaglianza di genere, diversità e inclusione, nonché al monitoraggio periodico dei risultati;
  • misure idonee a garantire la massima diffusione e pubblicizzazione delle politiche di Safeguarding e, in particolar modo, delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi o comunque inosservanti dei suddetti protocolli organizzativi e gestionali;
  • misure idonee a garantire la trasmissione delle informazioni al Responsabile, al Responsabile federale delle politiche di Safeguarding, nonché all’Ufficio del Procuratore federale ove competente;
  • misure idonee a garantire il coordinamento con il Responsabile federale per le politiche di Safeguarding,nonché il recepimento e l’attuazione delle relative raccomandazioni;
  • valutazioni annuali delle misure adottate, eventualmente sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine risolvere le criticità riscontrate.

Il Modello:

  • stabilisce funzioni, responsabilità, requisiti e procedure per la nomina del Responsabile e ne garantisce la competenza, nonché l’autonomia e l’indipendenza anche rispetto all’organizzazione sociale;
  • garantisce l’accesso di tale Responsabile, nonché del Responsabile federale per le politiche di Safeguarding, alle informazioni e alle strutture sportive, anche mediante audizioni e ispezioni senza preavviso, nonché favorendo la collaborazione dei tesserati e di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva.

Il Modello stabilisce adeguate misure per l’individuazione delle specifiche aree di rischio, nonché più in generale adeguati strumenti per la prevenzione e gestione dei rischi, prevedendo tra l’altro:

  • l’adozione di adeguati strumenti per il pieno sviluppo della persona-atleta e la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva;
  • l’adozione di adeguati strumenti per l’inclusione e la valorizzazione delle diversità dei tesserati;
  • l’adozione di adeguati strumenti di gestione e tutela dei tesserati, soprattutto minori, da parte dei tecnici e dei soggetti preposti, nel rispetto e promozione dei relativi diritti, durante gli allenamenti, le manifestazioni sportive e ogni attività anche collegata, connessa e organizzata dall’Associazione;
  • la predisposizione di adeguati protocolli che assicurino l’accesso ai locali durante allenamenti e sessioni prova, soprattutto di tesserati minori, a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero a loro delegati;
  • l’adozione di adeguati strumenti per incentivare l’adozione e la diffusione di apposite convenzioni o patti di corresponsabilità o collaborazione tra atleti, tecnici, personale di supporto e coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti;
  • l’adozione di adeguati protocolli al fine di assicurare che i medici sportivi e gli operatori sanitari che riscontrino i segni e gli indicatori delle lesioni, delle violenze e degli abusi informino senza indugio, nel rispetto della disciplina vigente, il Responsabile e il Responsabile federale delle politiche di Safeguarding;
  • l’adozione di adeguati protocolli che consentano l’assistenza psicologica o psicoterapeutica ai tesserati;
  • l’adozione di adeguati strumenti per incentivare la frequenza alla formazione obbligatoria annuale e ai corsi di aggiornamento annuali previsti dall’Ente di affiliazione in materia di Safeguarding;
  • l’adozione di adeguate misure per la sensibilizzazione sulla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi, con il supporto delle necessarie competenze specialistiche, anche sulla base di specifiche convenzioni stipulate dall’Ente di affiliazione;
  • l’adozione di adeguate misure di prevenzione in specifiche situazioni di rischio quali, in particolare ma non solo:
    • ambienti, luoghi e spazi in cui è facilitato il contatto fisico e l’esposizione fisica (per es. spogliatoi e docce);
    • viaggi, trasferte e pernotti;
    • trattamenti e prestazioni sanitarie (per es. fisioterapia e visite medico-sportive), che comportino necessari contatti fisici tra tesserati, soprattutto se minori, e altri soggetti;
    • manifestazioni sportive di qualsiasi livello.

Il Modello stabilisce adeguate misure per il contrasto dei comportamenti lesivi e la gestione delle segnalazioni, prevedendo tra l’altro:

  • adeguati provvedimenti di quick response, in ambito endoassociativo, da adottare in caso di presunti comportamenti lesivi;
  • adeguati provvedimenti, in ambito endoassociativo, per ogni altra violazione delle disposizioni e dei protocolli di cui al modello stesso;
  • la promozione di buone pratiche e adeguati strumenti di early warning, al fine di favorire l’emersione di comportamenti lesivi, o evitare eventuali comportamenti strumentali;
  • la predisposizione, in ambito sociale, di un sistema affidabile e sicuro di segnalazione di comportamenti lesivi, che garantisca tra l’altro la riservatezza delle segnalazioni, nonché la tempestiva ed efficace gestione delle stesse;
  • l’adozione di apposite misure che prevengano qualsivoglia forma di vittimizzazione secondaria dei tesserati, che abbiano in buona fede:
    • presentato una denuncia o una segnalazione;
    • manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
    • assistito o sostenuto un altro tesserato nel presentare una denuncia o una segnalazione;
    • reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;
    • intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di Safeguarding;
    • l’adozione di apposite misure e iniziative che sanzionino abusi di segnalazioni manifestamente infondate o effettuate in mala fede.

I provvedimenti devono rispettare il principio di proporzionalità, tenendo in particolare considerazione la natura e la gravità delle violazioni, il numero di violazioni, ovvero qualsiasi altra circostanza rilevante (quali la minore età, le condizioni o menomazioni psico-fisiche della vittima), ferme restando le procedure e le sanzioni previste dall’ordinamento dell’Ente di affiliazione.

L’Associazione stabilisce adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione delle politiche di Safeguarding e la trasmissione delle informazioni, nel rispetto degli obblighi di riservatezza, prevedendo tra l’altro:

  • l’obbligo di immediata affissione presso la propria sede e pubblicazione sul proprio sito del Modello, nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile;
  • l’obbligo di immediata pubblicazione della notizia dell’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti presso la propria sede e sul proprio sito;
  • l’obbligo di immediata comunicazione dell’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti al Responsabile e al Responsabile federale delle politiche di Safeguarding;
  • l’obbligo, al momento del tesseramento, di informare il tesserato o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti del Modello, nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile;
  • l’obbligo di immediata comunicazione di ogni informazione rilevante al Responsabile, al Responsabile federale delle politiche di Safeguarding, nonché all’Ufficio della Procura federale ove competente;
  • adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione periodica presso i tesserati delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi;
  • adeguate misure per la diffusione di o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
  • adeguate misure per la diffusione di o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla sensibilizzazione su e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi;
  • un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, con riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;
  • adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione presso i tesserati di ogni altra politica di Safeguarding adottata dalla Federazione Pugilistica Italiana e dall’Associazione stessa.

Il Modello prevede comunque adeguati strumenti:

  • di tutela dei diritti di tutti i tesserati e di attuazione delle finalità perseguite dall’Associazione;
  • per la creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo per tutti i tesserati;
  • per la rimozione degli ostacoli che impediscano l’espressione delle potenzialità degli atleti o la realizzazione di un ambiente sportivo sano, sicuro e inclusivo;
  • per la prevenzione concreta dei rischi di abuso, violenza e discriminazione, tenendo conto delle caratteristiche dell’Associazione e delle persone tesserate, in particolare se minori;
  • per la rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa applicabile e delle specificità di ogni disciplina sportiva.

Il Modello prevede infine ogni altra iniziativa, misura o procedura necessaria all’osservanza di quanto previsto dalle disposizioni di cui al D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021 e al D.Lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, dalle disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e dall’Ente di affiliazione in materia, nonché, più in generale, necessaria alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione, in relazione alle specificità della disciplina sportiva praticata, alle caratteristiche dell’Associazione e dei relativi tesserati.


CONTENUTI DEL CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE

Il Codice stabilisce obblighi, divieti, standard di condotta e buone pratiche finalizzate:

  • al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;
  • all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana;
  • alla piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
  • alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti dei tesserati, in particolare se minori;
  • alla valorizzazione delle diversità;
  • alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;
  • alla promozione da parte di dirigenti e tecnici al benessere dell’atleta;
  • all’effettiva partecipazione di tutti i tesserati all’attività sportiva secondo le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
  • alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.

Il Codice prevede inoltre disposizioni:

  • per la rimozione degli ostacoli che impediscano la promozione del benessere dell’atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psico-fisico dello stesso secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
  • per la rimozione degli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’atleta alle attività, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.

Nella realizzazione delle finalità di cui sopra e in particolare della prevenzione e contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, il Codice stabilisce altresì:

  • le fattispecie, le tutele e le sanzioni disciplinari endoassociative applicabili in caso di violazione, ivi compresa la sospensione cautelare dalle attività sportive, fermi i provvedimenti degli Organi di Giustizia federali;
  • apposite procedure di selezione degli operatori sportivi, anche al fine di garantire che i candidati siano idonei ad operare nell’ambito delle attività giovanili e in diretto contatto con i tesserati minori, se del caso;
  • le verifiche minime, precedenti all’impiego, nonché periodiche, a carico delle Affiliate nelle procedure di cui alla lettera precedente e la conservazione della relativa documentazione, nel rispetto della normativa vigente;
  • adeguati obblighi informativi per la diffusione delle disposizioni e dei protocolli relativi alla protezione dei minori, anche mediante corsi di formazione e corsi di aggiornamento annuali dedicati a tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai tesserati minori;
  • disposizioni che disciplinino le incompatibilità e che siano finalizzate a evitare il cumulo delle funzioni in capo a un unico soggetto nonché, più in generale, a gestire eventuali conflitti di interesse;
  • disposizioni che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni comunque ricevute o reperite relative a eventuali segnalazioni o denunce di violazione del Codice.

Il Codice stabilisce tra l’altro i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:

  • comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntata al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
  • astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
  • garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
  • impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
  • impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
  • instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
  • prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
  • affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
  • collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
  • segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Il Codice stabilisce tra l’altro i seguenti doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e dei tecnici:

  • agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
  • astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
  • contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;
  • evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
  • promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
  • astenersi dal creare situazioni d’intimità con il tesserato minore;
  • porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
  • comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
  • astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
  • interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;
  • impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
  • segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
  • dichiarare cause d’incompatibilità e conflitti di interesse;
  • sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;
  • conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di Safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
  • astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione d’immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
  • segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Il Codice stabilisce tra l’altro i seguenti diritti, doveri e obblighi a carico degli atleti:

  • rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
  • comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;
  • comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
  • evitare ogni contatto fisico non necessario con altri atleti, in particolare se minori;
  • prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
  • rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
  • rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
  • mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
  • riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;
  • evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
  • astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;
  • segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO E CODICE DI CONDOTTA

Lo scopo di questa policy di Safeguarding e delle relative procedure è di regolamentare il funzionamento dei programmi, delle operazioni e il lavoro del Responsabile per la tutela e la protezione dei minori da ogni forma di maltrattamento, trascuratezza, sfruttamento e violenza, accogliere le loro idee e opinioni e ascoltarli: per violenza si intende qualsiasi comportamento non fortuito posto in essere da genitori, tutori o minori a cui consegue un pregiudizio potenziale o reale per la salute, lo sviluppo o la dignità del minore; tali comportamenti possono essere intenzionali o non intenzionali e comprendono sia atti omissivi (per es. negligenza) sia atti commissivi (per es. abuso).

Il Modello è necessario per tutelare:

  • i minori, per minimizzare i rischi a cui sono sottoposti;
  • il personale e i volontari dell’Associazione, che devono conoscere come comportarsi e come gestire eventuali preoccupazioni relative alla loro sicurezza;
  • l’Associazione stessa, al fine di ridurre la sua vulnerabilità da accuse infondate.

Lo sport è uno strumento di socializzazione per i partecipanti e quindi diventa fondamentale, per la stessa Associazione, predisporre un team qualificato di dirigenti e tecnici, che si pongano in una condizione di ascolto attivo, dando importanza non solo alla prestazione sportiva ma anche alla sfera emotiva, per poi lavorare sulle emozioni che spesso giovani atleti e atlete non riescono a classificare e, conseguentemente, a gestire. Questo consentirà all’allenatore di monitorare costantemente che all’interno del gruppo sportivo non si riscontrino episodi di emarginazione o discriminazione.

L’Associazione sportiva si impegna a garantire un ambiente sicuro per i minori tramite il coinvolgimento di tutti gli interlocutori che partecipano alle sue attività e ai suoi progetti.

Il Modello è indirizzato fondamentalmente ai dipendenti e al personale delle seguenti categorie (d’ora in poi “Destinatari del Modello”):

  • Consiglio Direttivo e Organo di Controllo;
  • tutti i dipendenti, collaboratori e volontari;
  • partner ed Enti con cui è stato sottoscritto un accordo di partenariato;
  • consulenti e prestatori di servizi;
  • appaltatori/subappaltatori;
  • persone che abbiano firmato un contratto con l’Associazione;
  • altre persone che occasionalmente, per ragioni varie, si trovano presso l’impianto sportivo dell’Associazione.

I Destinatari del Modello sono chiamati a rispettare sempre i suoi principi, sia durante l’orario lavorativo sia nella vita privata.

L’Associazione fornisce il vademecum “La tutela dei diritti dei minorenni nello Sport”, che:

  • è frutto di un lavoro di squadra tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il Dipartimento per lo Sport della Presidenza dei Consiglio dei Ministri e la Scuola dello Sport di Sport e Salute;
  • è rivolto a tutto il personale, ai volontari e ai membri del Consiglio Direttivo su cosa si intende per maltrattamenti e abusi, sui potenziali rischi, sulle strategie preventive e sui comportamenti da tenere, sui limiti appropriati quando si lavora con i bambini e giovani;
  • mira a ridurre il rischio di violenza e aiuta a creare un ambiente rispettoso e sicuro, al fine di adottare tutte le misure necessarie per la tutela dei minori;
  • serve a proteggere i diritti e il benessere dei menzionati Destinatari del Modello, fornendo una guida chiara per le loro intenzioni con i minori.

I partner e gli Enti, con cui è stato sottoscritto un accordo, sono tenuti a rispettare i termini del Modello e a fornire sostegno e cooperazione attiva e, nel caso in cui non avessero una Child Protection Policy attiva che rispetti lo standard minimo, il Rappresentante Legale dovrà sottoscrivere il Modello e il Codice dell’Associazione.

I consulenti, i prestatori di servizi e gli appaltatori/subappaltatori devono condividere e sottoscrivere il Modello e il Codice, anche se spetta all’Associazione impegnarsi a rispettare e a far rispettare tutte le politiche e procedure in materia di tutela della persona di minore età.

L’impegno dell’Associazione per la tutela dei bambini si basa su quattro aree principali:

  • consapevolezza: garantire che tutti i Destinatari del Modello e tutte le persone coinvolte siano consapevoli e coscienti dell’abuso all’infanzia e dei rischi legati a ogni azione;
  • prevenzione: garantire che attraverso la consapevolezza, le buone pratiche, un ambiente sicuro e la partecipazione dei minori i rischi siano ridotti al minimo;
  • segnalazione: garantire che i Destinatari del Modello e tutte le persone coinvolte siano a conoscenza di quali misure dovrebbero essere prese, laddove sorgano dubbi sulla sicurezza dei minori;
  • risposta: garantire che vengano intraprese azioni per sostenere e proteggere i minori, nonché supportare il personale e i volontari, laddove ne sorga il bisogno.

Nel caso in cui i Destinatari del Modello non rispettino i principi di questa policy, l’Associazione si riserva il diritto di risolvere qualsiasi accordo o contratto esistente.

Violazioni gravi o ripetute del Modello possono richiedere rigide misure disciplinari nei confronti di chiunque, per vari motivi, frequenti l’Associazione: nei confronti di un dipendente potrebbe comportare lo scioglimento del contratto o ulteriori provvedimenti, come la segnalazione al Responsabile federale delle politiche di Safeguarding, nonché alle autorità competenti secondo i termini stabiliti dalla legge italiana.

L’Associazione deve promuovere, in presenza di eventuali atleti minori stranieri, provenienti da altri paesi, un’attività di sensibilizzazione e formazione alla cultura del rispetto e dell’inclusione tra i propri tesserati, stabilendo regole di comportamento precise, anche scritte, di contrasto a ogni tipo di discriminazione e di violenza e non tollerare l’utilizzo di frasi o epiteti a sfondo razzista, che potrebbero ferire la sensibilità dei giovani atleti o dell’avversario di altra origine.

Lo sport, nelle sue diverse varietà individuali e di squadra, ha tra i suoi valori il rispetto delle diversità delle persone, pertanto l’Associazione è tenuta a promuovere nel proprio gruppo di atleti:

  • il dialogo, il rispetto, la tolleranza e la condivisione della necessità di evitare comportamenti discriminatori;
  • un’attività di sensibilizzazione per la prevenzione al doping: in particolare, gli allenatori sono tenuti a informare i propri atleti e i loro genitori dei pericoli del doping per la salute e dei rischi di sanzioni disciplinari.

Questa policy è condivisa con:

  • minori, che partecipano all’attuazione del Modello.
  • famiglie, tutori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale;
  • tutti i soggetti interessati;
  • progetti e attività, per cui viene condotta un’analisi dei rischi con un approccio partecipativo, valutando il potenziale impatto sui minori coinvolti e individuando strategie adeguate per ridurli al minimo.

Per creare una cultura della sicurezza reattiva, è richiesto che i minori:

  • vengono ascoltati;
  • abbiano il diritto di esprimere le proprie opinioni e che esse vengano ascoltate;
  • comprendano il fenomeno del maltrattamento e conoscano comportamenti preventivi;
  • imparino i loro diritti e le strategie di protezione, in modo da assumere un ruolo attivo nella tutela di se stessi e di altri minori.

In funzione del rischio, le azioni sono divise in 3 diverse categorie:

  • basso: progetti e azioni che non prevedono nessun contatto con i minori;
  • medio: progetti e azioni che prevedono il contatto con i minori;
  • alto: progetti e azioni che prevedono il lavoro e il contatto intenso o frequente e continuativo con i minori, soprattutto se di forma individuale.

Per garantire il diritto dei minori alla protezione, è fondamentale prevedere una procedura semplice e trasparente per segnalare eventuali sospetti di abuso:

  • possono effettuare una segnalazione ogni minore, genitore, familiare, membro del personale, volontario, membro del Consiglio Direttivo, partner e membro della comunità;
  • può essere segnalato qualsiasi sospetto di comportamenti lesivi del diritto dei minori alla protezione, qualsiasi preoccupazione circa la sicurezza, qualsiasi violazione del Codice Etico;
  • si può effettuare una segnalazione con un verbale o documento scritto, con una telefonata, una e-mail, un colloquio, una lettera e ogni altra valida modalità al Responsabile.

Nel momento della segnalazione scatta la procedura di gestione dei casi.

L’Associazione ha attuato al proprio interno e nello svolgimento della propria attività la sensibilità verso l’etica nei comportamenti e nell’attività sportiva. Tali principi sono contenuti nel presente Codice del quale l’Associazione da un lato auspica la spontanea condivisione, adesione e diffusione e, dall’altro, ne esige l’osservanza e l’applicazione da parte di ogni individuo che operi per conto di essa o che venga in contatto con la stessa.

Il Codice è dunque un insieme di principi e linea guida, che sono pensate per ispirare le attività dell’Ente e orientare il comportamento non solo dei propri tesserati, ma anche di tutti coloro con i quali l’Associazione entra in contatto nel corso della sua attività, con l’obiettivo di far sì che a efficienza e affidabilità si accompagni anche una condotta etica.

I principi e le disposizioni del presente Codice costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi generali di diligenza, correttezza e lealtà che dovranno essere rispettate sia dai tesserati dell’Associazione e sia da chiunque entri in contatto con l’Associazione.

L’Associazione nello svolgimento della propria attività si ispira ai principi etici di seguito enunciati, dei quali richiede l’osservanza da parte dei soggetti coinvolti in detta attività sportiva:

  • legalità: tutti i destinatari (tesserati o non) sono tenuti al rispetto del Codice;
  • lealtà: tutte le attività, interne ed esterne, devono essere improntate alla massima lealtà e integrità, operando un senso di responsabilità, in buona fede, stabilendo rapporti corretti;
  • trasparenza: tutte le azioni e le relazioni devono essere effettuate garantendo correttezza, completezza, accuratezza, uniformità e tempestività dell’informazione;
  • imparzialità: lo staff sportivo, nelle relazioni sia interne che esterne, evita qualsiasi forma di discriminazione basata su età, sesso, orientamento sessuale, stato di salute, razza, nazionalità, opinioni politiche e sindacali e credenze religiose;
  • diligenza e professionalità: lo staff sportivo svolgerà diligentemente le proprie prestazioni professionali, operando nell’interesse dell’Ente e perseguendo obiettivi di efficacia ed efficienza.
  • ascolto del minore: lo staff sportivo garantisce al minore capace di discernimento il diritto di esprimere la propria opinione su ogni questione che lo interessa, prendendola debitamente in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità;
  • linguaggio: lo staff sportivo si impegna a promuovere un linguaggio rispettoso, inclusivo e non violento in tutti i contesti compresi quelli virtuali;
  • rispetto del benessere: lo staff sportivo si impegna a fare tutto ciò che è in suo potere per garantire il benessere dell’atleta minorenne, nonché a garantire la protezione e le cure necessarie durante l’attività sportiva, astenendosi da comportamenti che potrebbero ledere la sua dignità e la sua sfera personale e privata; inoltre si impegna a segnalare a chi di competenza qualora una persona di minore età riveli un caso di maltrattamento, violenza e/o abuso o comunque altre circostanze che rilevano condizioni di disagio del minore.

Nell’ambito dello svolgimento della propria attività, l’Associazione:

  • assicura la riservatezza dei dati personali e delle informazioni riservate di cui viene in possesso, che non possono essere utilizzati, comunicati o divulgati senza specifica autorizzazione;
  • si impegna a proteggere le informazioni relative ai propri dipendenti e ai terzi, generate o acquisite all’interno e nelle relazioni esterne e a evitare ogni uso improprio di queste informazioni;
  • acquisisce e/o elabora dati, informazioni e conoscenze, che appartengono all’Associazione stessa e non possono essere utilizzate, comunicate o divulgate senza specifica autorizzazione del Presidente;
  • tratta i dati acquisiti nel rispetto della normativa vigente.

E’ obbligo di ogni destinatario assicurare la riservatezza richiesta dalle circostanze per ciascuna notizia appresa in ragione della propria funzione lavorativa.

La privacy degli associati è tutelata nel rispetto della normativa di riferimento, anche attraverso standard operativi che specificano le informazioni ricevute e le relative modalità di trattamento e di conservazione: da questa è esclusa ogni indagine sulle idee, le preferenze, i gusti personali e la vita privata delle persone.

L’Associazione:

  • è tenuta a evitare tutte le situazioni e tutte le attività in cui si possa manifestare un conflitto con gli interessi dell’Associazione o che possano interferire con la propria capacità di assumere, in modo imparziale, decisioni nel miglior interesse dell’Associazione in linea con gli aspetti tecnici della professione svolta e nel pieno rispetto delle norme del Codice Etico;
  • deve astenersi dal trarre vantaggio personale da atti di disposizione dei beni o da opportunità d’affari delle quali è venuto a conoscenza nel corso dello svolgimento delle proprie funzioni.

L’Associazione si impegna a promuovere e diffondere la cultura della sicurezza, sviluppando la consapevolezza della gestione dei rischi, promuovendo comportamenti responsabili e preservando, soprattutto con azioni preventive, la salute e la sicurezza di tutti gli associati.

Lo staff si impegna a collaborare con i genitori, i tutori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale nel rispetto della diversificazione dei ruoli e degli scopi educativi.


RESPONSABILE PER LE POLITICHE DI SAFEGUARDING

Allo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, l’Associazione è tenuta a nominare un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni tramite la delibera con apposito verbale del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Al Responsabile vengono conferiti poteri organizzativi, gestionali, di controllo e di autonomia per una corretta attuazione del Modello e del Codice approvati dal Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Il Responsabile:

  • dura in carica un anno e tale carica si rinnova tacitamente;
  • é tenuto a frequentare corsi di formazione e aggiornamento, erogabili anche in modalità e-Learning, riconosciuti dalla FPI;
  • non deve aver subito una condanna penale anche, non definitiva, per reati non colposi.

Il Responsabile assume l’onere di riservatezza in merito a quanto appreso nell’espletamento dei compiti affidati.

Il Responsabile ha le seguenti responsabilità:

  • sorvegliare l’applicazione corretta del Regolamento per la prevenzione e il contrasto di abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati dell’Associazione all’interno dell’impianto sportivo, così come l’applicazione e l’aggiornamento del Modello e del Codice adottati;
  • adottare iniziative, anche di carattere urgente, per prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, violenza e discriminazione nell’ambito dell’Associazione;
  • promuovere iniziative di sensibilizzazione ritenute opportune;
  • segnalare all’Ufficio Safeguarding eventuali condotte rilevanti e fornire le informazioni o documentazione richiesta;
  • proporre al Consiglio Direttivo dell’Associazione eventuali aggiornamenti al Modello e al Codice, tenendo conto delle esigenze della stessa;
  • valutare annualmente l’efficacia del Modello e del Codice e sviluppare e attuare un piano d’azione per risolvere eventuali criticità riscontrate.

SISTEMA DISCIPLINARE E MECCANISMI SANZIONATORI

A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti a:

  • mancata attuazione delle misure indicate nel Modello e nel Codice;
  • violazione delle misure indicate nel Modello e nel Codice, tale da compromettere il rapporto di fiducia tra l’autore e l’Associazione in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
  • violazione delle misure poste a tutela del segnalante;
  • effettuazione con dolo o colpa grave di segnalazioni che si rivelano infondate;
  • violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione;
  • violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei confronti dei destinatari del Modello e del Codice;
  • atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
  • mancata applicazione del presente sistema disciplinare.

Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico intercorrente tra l’autore della violazione e l’Associazione, nonché del rilievo e gravità della violazione commessa e del ruolo e responsabilità dell’autore.

Le sanzioni comminabili sono diversificate tenuto conto del grado di imprudenza, imperizia, negligenza, colpa o dell’intenzionalità del comportamento relativo all’azione/omissione, tenuto altresì conto dell’eventuale recidiva, nonché dell’attività lavorativa svolta dall’interessato e della relativa posizione funzionale, gravità del pericolo creato, entità del danno, eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare l’infrazione, unitamente a tutte le altre particolari circostanze che possono aver caratterizzato il fatto.

Il presente sistema sanzionatorio deve essere portato a conoscenza di tutti i Destinatari del Modello attraverso i mezzi ritenuti più idonei dall’Associazione.

I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del Modello e del Codice sono definiti illeciti disciplinari.

Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:

  • richiamo verbale per mancanze lievi;
  • ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni;
  • sanzione in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
  • sospensione dalla retribuzione, ove prevista, e dal servizio per un massimo di giorni 15;
  • risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio dell’Associazione, radiazione dello stesso.

Ai fini del precedente punto qui di seguito si forniscono dettagliatamente le azioni da intraprendere:

  • incorre nel provvedimento disciplinare del richiamo verbale per le mancanze lievi il collaboratore che violi, per mera negligenza, le procedure previste dal Modello e dal Codice o adotti, nello svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute in essi, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna;
  • incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che durante l’anno, commetta infrazioni per le quali sia applicabile il richiamo verbale e/o violi, per mera negligenza, le procedure, le prescrizioni del Modello e del Codice o adotti, nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute in essi, qualora la violazione abbia rilevanza esterna;
  • incorre nel provvedimento disciplinare della sanzione, non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione il collaboratore che risulti recidivo, durante l’anno, nella commissione di infrazioni in presenza di circostanze aggravanti, leda l’efficacia del Modello e del Codice con comportamenti quali:
    • l’inosservanza dell’obbligo di informativa al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;
    • l’effettuazione, con colpa grave, di false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello o del Codice;
    • la violazione delle misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante;
    • la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle prescrizioni indicate nel Modello e nel Codice, nell’ipotesi in cui riguardino un procedimento o rapporto in cui è parte la Pubblica Amministrazione, ivi comprese le Autorità Sportive;
  • incorre nel provvedimento disciplinare della sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di 15 giorni il collaboratore, che risulti recidivo, durante l’anno, nella commissione di infrazioni per le quali sia applicabile la multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione e/o effettui, con dolo, false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello e del Codice e/o violi le misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante, così da generare atteggiamenti ritorsivi o qualsiasi altra forma di discriminazione o penalizzazione nei confronti di esso.

Nei confronti dei volontari dell’Associazione, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:

  • richiamo verbale per negligenza lieve;
  • ammonizione scritta, nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto;
  • allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 15 giorni;
  • allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 1 anno;
  • rescissione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio dell’Associazione, radiazione dello stesso.

Quanto contenuto nei due paragrafi che precedono è riferibile, laddove concretamente applicabile, a tutti i frequentatori della struttura sportiva: resta inteso che i detti soggetti saranno soggetti alle sanzioni della sospensione temporanea o dell’allontanamento definitivo a seconda della gravità delle infrazioni commesse, senza possibilità di rimborso di quote eventualmente versate a qualsiasi titolo.


NOMINA DEL RESPONSABILE CONTRO ABUSI, VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI


DOCUMENTAZIONE CONSULTABILE E/O SCARICABILE

Di seguito potrete consultare o scaricare la documentazione, la cui diffusione è stata resa obbligatoria dalla Federazione Pugilistica Italiana.